Scafati. Plusvalore dimezzato, Avagnano e Barone: “Il nostro No a un regalo agli imprenditori”
Nel Consiglio comunale si è consumata una scelta politica chiara e pesante per il futuro della città: dimezzare il valore del “plusvalore” dovuto dagli imprenditori in caso di edificazioni in deroga al Piano Regolatore Generale, riducendo drasticamente le entrate per le casse comunali. Una decisione che incide direttamente sugli equilibri economici dell’ente e, di conseguenza, sulle tasche dei cittadini. A votare contro i consiglieri comunali Gennaro Avagnano e Assunta Barone dichiarano: “In Consiglio comunale si è votata la proposta di delibera per il calcolo del plus valore, uno dei parametri fondamentali degli oneri di urbanizzazione da applicare in caso di edificazione in deroga al Piano Regolatore Generale. Una delibera che, rispetto alla versione presentata appena un mese fa e poi ritirata, prevedeva un drastico abbattimento delle tariffe: da circa 45/90 euro al metro quadrato si è passati a circa 22 euro al metro quadrato. Una riduzione enorme. Basta calcolare le migliaia di metri quadrati che caratterizzano aziende, depositi e capannoni per comprendere che il risparmio per i privati si traduce in decine e decine di migliaia di euro in meno nelle casse comunali.
Di fronte a questo scenario, su 20 consiglieri presenti in aula, solo noi due abbiamo avuto il coraggio di esprimere un NO netto, senza se e senza ma. La votazione si è conclusa con 12 voti favorevoli, 6 astenuti e appena 2 contrari: i nostri. Ancora una volta abbiamo assistito all’ennesimo regalo agli imprenditori, agli amici degli amici. Un mancato incasso che inevitabilmente graverà sulle tasche dei cittadini. Hanno vinto parenti, amici, clienti del sindaco e di diversi consiglieri comunali. Ha prevalso l’ambiguità. Ha perso la città di Scafati. A pagare saranno sempre gli stessi: chi lavora con sacrificio, chi non ha santi in paradiso né sponsor politici. Molti colleghi hanno scelto di tutelare interessi forti e lobby, anziché costruire una città più equa e giusta”.





